Il Venezuela Nella Morsa Politica di Maduro

Manifestanti contro Maduro

Non essendo un paese in conflitto, il Venezuela versa in uno stato sociale ridotto al degrado e alla fame oltre la tolleranza umana.

Nei 14 anni di governo Chavez aveva cambiato il Venezuela mettendo in evidenza le classi più povere al centro della sua politica conquistandosi la loro devozione fino a quando non ha distrutto il tessuto produttivo del paese.

Con l’avvento di Nicolas Maduro, attuale presidente del Venezuela vissuto sempre all’ombra del suo predecessore Chavez e dell’amico Fidel Castro, la situazione è drammaticamente degenerata, infatti il Venezuela versa in condizioni economiche sociali e politiche devastanti. Il paese è in pericolo di frantumazione o polverizzazione, visto che si è superato l’olocausto del popolo venezuelano superando le 300 mila persone vittime del terrorismo di Stato braccio armato della problematica di questo regime concentrato sull’odio, sulla bugia e il terrore.




Quindi sulla base di questi dati l’umanità, attraverso le sue organizzazioni internazionali, deve prendere riferimento maggiore ma, anche se l’UE ha sollevato l’attenzione sull’estrema drammaticità venezuelana, è vero pure che il popolo venezuelano in questo momento politicamente è diviso in tre parti. Una di queste parti è la resistenza che non ha nessuna possibilità di essere ascoltata se non dalle reti sociali, essendo l’unica reale opposizione attuale dove si erge come unica rappresentante contro il regime di un illegittimo presidente Maduro che dal 2013 governa una situazione di incostituzionalità.

Hugo Chavez aveva posto la sua scesa politica nelle mani dei ceti più abbietti modificando persino la Costituzione, distribuendo i proventi dalla risorsa primaria del Venezuela: il petrolio. Così facendo lo strato delle condizioni più povere della popolazione sono migliorate garantendo loro una casa, una sanità e un’istituzione. Ma con l’avvento della crisi globale e la spregiudicata conduzione dell’economica ben presto il paese ha iniziato a pagare le conseguenze.




L’intimidazione dell’opposizione, i limiti posti alla libertà di stampa, la stessa conduzione del governo da Cuba, durante la malattia, e la dura opposizione agli USA, Chavez lascia un paese politicamente polarizzato e istituzionalmente indebolito. Oggi il Venezuela si trova nel caos più totale, addirittura in sostanziale assenza dei beni alimentari e medicinali con le problematiche di salute oltre al diritto alla vita che non viene garantito in nessun modo.

Le notizie che giungono da Caracas appaiono decisamente devastanti, la situazione economica dopo un 2015 difficile con una inflazione del 130% e una recessione molto profonda, la situazione attuale appare decisamente peggiorata. Il Fondo Monetario Internazionale presenta una recessione del 8% e un’inflazione del 700%, questa devastante crisi venezuelana porta al compimento di violenze, saccheggi di supermercati e di persone che muoiono per mancanze di medicinali. La crisi è profondissima dal punto di vista politico istituzionale perché il presidente Maduro ha la capacità di controllare sia l’autorità elettorale e la Corte Suprema, quindi si è nella situazione che tutto quello che decide l’Assemblea Nazionale viene bloccato dal presidente Maduro e quello che decide il presidente Maduro viene bloccato dall’Assemblea Nazionale.

Eppure potrebbe esserci una via d’uscita da questa devastante situazione: se il prezzo del petrolio potesse tornare sopra i 100 dollari al barile darebbe ossigeno all’economia anche se questa prospettiva non sarebbe di breve periodo. L’alternativa è quella di un nuovo governo, un governo che possa consentire al paese di ricevere investimenti privati nazionali e stranieri nonostante sia il punto più difficile per il Venezuela.

Ma c’è una strada costituzionale per cambiare l’attuale presidente Maduro attraverso il referendum di revoca del presidente, che si può fare a metà mandato.

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