Il Trenino Verde

Rispetto a treni leggendari come l’Orient Express, il Trenino Verde non è che quello che il suo stesso nome esprime, un modestissimo trenino. Eppure, anche senza il glamour di secoli di storia, anche il Trenino che attraversa la Sardegna è capace di regalare emozioni con i suoi percorsi che fanno scoprire un aspetto dell’isola ancora sconosciuto e selvaggio.

Nel 1921 lo scrittore britannico David H. Lawrence, nella sua testimonianza di viaggio che intitolò Mare e Sardegna, scriveva: “Prendiamo il trenino delle Secondarie… ovunque esso vada”. I treni interni a scarto ridotto erano famosi per la loro lentezza e scarsa affidabilità, un disservizio che, se preso nel modo giusto dal viaggiatore curioso, può rivelarsi lo spunto per nuove avventure. Il Trenino Verde vero e proprio nacque nel 1984 con l’idea di stabilire un servizio turistico ferroviario con le vecchie locomotive ormai obsolete per il trasporto ordinario.

Grazie ai fondi dell’Unione Europea, le locomotive d’epoca sono state restaurate e sono stati rimessi in sesto i percorsi ferrati. In tutto sono 404 chilometri, divisi in tre aree:

Cagliari

Mandas-Arbatax

Isili-Sorgono

Macomer

Macomer-Bosa Marina

Sassari

Nulvi-Tempio-Palau

Per l’estate che verrà, vi consigliamo il tragitto che da Arbatax arriva a Mandas. Dal punto di partenza si attraversano Girasole, Villagrande, Elini, Arzana, Ilbono e Lanusei, fino a che di fronte ai vostri occhi non si spalancherà il massiccio del Gennargentu. Questa zona è l’habitat naturale di mufloni ed aquile, e inoltre è perfetta per trekking e passeggiate tra natura e rocce calcaree, dette i tacchi d’Ogliastra. Una di esse è la solitaria Perda Liana, la cui posizione isolata la rende visibile anche da grandi distanze. La zona è perfetta per escursioni nella macchia mediterranea, tra lecci, cisto e lentischi.




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