Il Buono, il Brutto e il Cattivo dei Social Media

I social media come Facebook o Twitter sono diventati il mezzo più popolare di comunicazione nei nostri giorni.  Aiutati anche dalla convenienza e l’accessibilità offerta dai cellulari, specialmente dagli smartphone, il 92% degli adolescenti confessano di stare online ogni giorno e 24% confermano di usare quasi ogni giorno i social media. Questi dati sono forniti da uno studio della Pew Research Center, Washington, DC. Il 56% di questi adolescenti appartengono ad una fascia di età che va dai 13 ai 17 anni.

Sicuramente i social media hanno degli aspetti positivi. Grazie ad essi possiamo connetterci con persone da ogni parte del mondo.

Quindi, tutte le persone che nella “vita reale” si sentono messi da parte, tramite i social media sono in grado di entrare in contatto con altre persone che stano vivendo la stessa cosa. Su Facebook esistono gruppi di persone che soffrono di varie malattie e supportano l’un l’altro, genitori che chiedono e condividono consigli fra di loro, gruppo di persone contro il bullismo ecc.

I social media provvedono ad offrire una sensazione di connessione e condivisione di idee e informazioni, ma per sfortuna, gli aspetti negativi sono maggiori di quelli positivi.

La nostra generazione spesso viene concepita come una generazione di pigroni, che si aspetta risultati immediati senza fare niente. Avrete sentito anche la parola vanitosi; la nostra autostima dipende dai “Like” e dai commenti ricevuti sull’ultima foto pubblicata sui social media.

Sicuramente questo viene detto in modo generale e non si applica a tutti, comunque, è stato comprovato che i social media contribuiscono anche alla nostra salute mentale.

Molti psicologi hanno condotto studi e osservazioni in merito al fenomeno denominato “depressione da social media”. Alcuni utenti di Facebook e Twitter hanno deciso di condividere con tutti ogni loro pensiero e attività della vita quotidiana, ma particolarmente condividere sempre gli aspetti più impressionanti e speciali. Le pagine di Facebook sono piene di promozioni, annunci di fidanzamenti, di concerti e viaggi. Secondo gli psicologi, questo fenomeno causa un tipo di depressione.

Nel vedere sono gli aspetti positivi della vita altrui, sembra che solo tu non abbia la fortuna di vivere questa vita. La realtà è che pochissime persone hanno scelto di condividere le sfide quotidiane, ma solo gli aspetti positivi, per far apparire la versione migliore di se stessi.

Sicuramente i social media offrono un accesso immediato a diversi campi, su notizie, gossip ecc. Ti permettono di condividere il tuo lavoro e parlare con amici e famigliari che si trovano in diverse parti del mondo.




Il buono: I social media possono essere d’aiuto

Il tempo passato sui social media si traduce anche in maggiore empatia virtuale. L’indicatore migliore dell’empatia virtuale è il tempo passato su Facebook. Questa empatica significa più supporto sociale il quale fa sempre bene a tutti.

I social media possono essere d’aiuto anche alla persone timide o che soffrono di ansia sociale per superare questa loro sfida e costruire dei rapporti con altre persone.

I social media possono avere anche dei benefici educativi. Molte persone stanno usando queste piattaforme per diventare più efficienti e sviluppare diverse abilità.

In queste piattaforme diverse persone possono entrare in contatto con altre persone della stessa opinione, delle stesse preferenze e interessi oppure con altre persone che stanno passando per la stessa situazione. Questo porta a pensare che non sia tu contro il mondo, che non sei l’unico ad affrontare certe situazioni, per non parlare poi delle infinite fonti d’informazioni su tutto e tutti.

Il brutto: Depressione da Facebook

Uno studio (pubblicato su cbsnews.com) è arrivato alla conclusione che l’uso smisurato di Facebook da parte degli adolescenti è significantemente correlato al narcisismo o alla vanità.

L’uso smisurato di Facebook o altri social media se è per questo, e legato anche ad altri disturbi, come ad esempio disturbo di personalità, disturbo bipolare, paranoia ecc. Secondo lo stesso studio, Facebook risulta essere anche il principale indicatore di questi disturbi.

Dopo aver analizzato i risultati di 15 studi, gli psicologi sono arrivati alla conclusione che l’esposizione eccessiva ai social media, includendo qui anche la televisione, i video games e internet è correlata con comportamenti violenti o tendenza all’isolamento. I bambini che guardano programmi con scene di violenza non è detto che diventeranno per forza violenti, però secondo gli studi, questi bambini sono portati ad avere meno amici e diventare antisociali, bulli o vittime di bullismo.




Il cattivo: Dipendenza da Internet

La dipendenza da Internet è largamente caratterizzata dall’eccessivo uso di Internet interferendo cosi con le attività della “vita reale” causando nel peggiore dei casi anche stress o depressione.

Secondo uno studio di Michael B. White, M.D. per Usana Health Sciences, gli adolescenti che hanno una dipendenza da Internet, sono più portati ad avere disturbi ossessivo – compulsivo, depressione, ansia sociale ecc. Per di più, questi adolescenti hanno comunicato a non ricevere tanto affetto e attenzione dai loro genitori i quali sono assenti, irresponsabili, sempre nervosi per qualcosa oppure molto severi.

Infatti, da qualche tempo si discute se la dipendenza da Internet si può comparare ad altre dipendenze, tali come la dipendenza da alcool, droga o giochi d’azzardo. La American Psychiatric Association un’organizzazione professionale di psichiatri ha deciso di escludere la dipendenza da Internet da quelle menzionate prima, siccome sono del pensiero che questa dipendenza sia sintomo di altri disturbi più profondi, tali come la depressione e  l’ansia e che queste persone usano internet per alleviare questi sintomi. Poi, a differenza di altre dipendenze, Internet non causa danni psicologici o fisici in modo diretto.

Pero, cosa fa esattamente Internet per portare certe persone a dei disturbi di comportamento e fino alla dipendenza?

Uno studio (pubblicato sul libro “CyberPsychology & Behavior” Aug 2004) ha esaminato la gratificazione che diverse persone ricevono da Internet ed è giunto alla conclusione che queste gratificazioni sono: una comunità virtuale, monetizzazione, distrazione e status personale.

Il psicologo B.F. Skinner (di internetaddictiondisorder.org) è giunto alla conclusione che l’uso di internet produce la stessa reazione neurochimica – dopamina – che l’alcool, la droga, il sesso e i giochi d’azzardo.

La tecnologia non è né buona né cattiva, ma nemmeno è neutrale. Importante è essere a conoscenza sia del positivo che del negativo e ricordarsi sempre che niente fa male se non si esagera.

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