Alla Riforma Costituzionale un Corale NO grazie!

Il secondo semestre 2016 potrebbe segnare l’anno più difficile nella storia della Repubblica Italiana. Innegabilmente in questi ultimi mesi in varie occasioni si è fatto riferimento alla possibile fine della Costituzione repubblicana attraverso il referendum che ipocritamente molti di coloro che la vorrebbero stravolgere hanno celebrato i 70 anni dell’Assemblea Costituente.

In realtà se facciamo riferimento alla legge elettorale Italicum possiamo notare che parte della democrazia rappresentativa è stata già persa, infatti ci troviamo in scia della democrazia di investitura con la conseguente personalizzazione del potere. Ma il disastro non si ferma perché secondo il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e tutto l’entourage del PD pro SI, il referendum è un atto dovuto per la democrazia plebiscitaria.




Ebbene pare che sia nata un tipo di democrazia di appropriazione, cioè qualcuno si appropria della democrazia. Infatti più che una riforma questa sembrerebbe una deforma della Costituzione indipendentemente dalle idee politiche, ci sono degli aspetti fondamentali democratici che riguardano un principio di rappresentanza come la libertà di manifestazione del pensiero la scelta dei parlamentari che ci rappresentano nelle istituzioni e in Parlamento, che vengono traditi da questa deforma Costituzionale di Renzi.

Una vera è propria modifica dell’assetto dei poteri che tra l’altro non cambia soltanto la nostra forma di Governo ma cambia anche la nostra forma di Stato, perché effettivamente tramite questa riforma e la legge elettorale si arriverebbe all’indicazione diretta del Presidente del Consiglio senza che il popolo si sia pronunciato.




Dunque il referendum mostra più che mai l’occasione per i cittadini di riappropriarsi delle scelte fondamentali sul tipo di democrazia o sul tipo di Repubblica che vogliono e che non possono passare dalle scelte unilaterali di un Parlamento delegittimato. Di fatto questo è un Parlamento che continua a esercitare funzioni nonostante una sentenza della Corte Costituzionale abbia dichiarato l’illegittimità Costituzionale del Porcellum, ovvero della legge elettorale, con cui questo Parlamento è stato nominato e non eletto.

Anche la nuova legge elettorale ripropone gli stessi vizi di costituzionalità della vecchia legge elettorale, ancora i nominati con l’aggravante che al secondo turno di ballottaggio, ad esempio se una forza abbia ricevuto soltanto il 20% dei consensi nonostante il forte astensionismo, potrà prendere in mano il Governo del Paese senza i contro poteri che erano previsti dalla versione originale della nostra Costituzione Italiana.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
Inline
Inline